Acceptance and Commitment Therapy

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L’Acceptance and Commitment Therapy (Hayes et coll., 1986), ovvero la “Terapia di accettazione e di impegno nell’azione” è una forma di psicoterapia di recente diffusione che fa parte delle psicoterapie cognitivo-comportamentali mindfulness-based, ed considerata un approccio di “terza generazione” "evidence-based".

L’obiettivo dell’ACT, a differenza di tutte le altre psicoterapie, non è la riduzione dei sintomi, ma la modificazione profonda della relazione che abbiamo con i nostri pensieri disfunzionali e le nostre emozioni negative. Questo implica una riduzione della sintomatologia, come conseguenza di tale cambiamento di prospettiva e non come obiettivo primario.

Alla base dell’ACT vi è il presupposto che la sofferenza psicologica sia connaturata all’esperienza umana. Secondo l’ACT alcuni processi psicologici sono, per loro stessa natura, potenzialmente distruttivi e portatori di sofferenza. L’ACT postula, inoltre, che la radice di questa sofferenza sia il linguaggio (verbale e/o immaginativo). Spesso, infatti, ci si identifica (ci si fonde) e non si riesce a distanziarci dalla qualità dei nostri pensieri.

 

I pensieri, le immagini, le anticipazioni, i giudizi, le valutazioni vanno a costituire una narrazione privata senza fine, un dialogo interno che ognuno di noi ha dentro di sé. Quando questo dialogo interno è connotato negativamente o è troppo rigido determina problematiche di tipo psicologico.

Diventare consapevoli della fusione tra sé e il linguaggio rappresenta il primo passo per aumentare la propria flessibilità psicologica attraverso un processo chiamato "defusione cognitiva". Le tecniche per promuovere la defusione cognitiva sono molte, in tutte queste i pensieri non vengono messi in discussione o confutati, contrariamente alla classica terapia cognitivo-comportamentale standard. 

L'evitamento esperienziale è un altro principio dell'ACT, che sottende l'indisponibilità di rimanere in contatto con particolari esperienze personali, come sensazioni fisiche, emozioni, pensieri e ricordi. Questo faticoso atteggiamento è un problema e peggiora la condizione clinica: più lottiamo per cercare di respingere un disagio, più questo aumenta, amplificando così la nostra sofferenza. La psicopatologia è il risultato di un tentativo di evitare l’esperienza di sensazioni ed emozioni tipicamente umane e inevitabili (dolore, ansia, tristezza).

L’ACT propone di contrastare questo evitamento con l’accettazione dell’esperienza, ovvero l’accogliere in maniera non giudicante ciò che si vive interiormente. Attraverso la mindfulness, si aiutano i pazienti a prendere consapevolezza dell’esperienza interiore nel momento presente, senza valutazioni o giudizi, ma con apertura, lasciando che le proprie narrazioni vadano e vengano, percependoli così meno minacciose e invalidanti.

Un altro aspetto importante dell’ACT è la rilevanza ai valori personali. Secondo l’ACT le energie e il tempo prima impiegati a cercare di lottare contro le proprie esperienze interiori dovrebbero essere investiti in azioni concrete guidate dai propri valori, al fine di rendere migliore la propria vita. Si aiuta la persona a capire cosa per lei è davvero importante.

Accept your reactions and be present.

Choose a valued direction.

Take action.

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