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I LIMITI DELLA SESSUALITÀ VIRTUALE

L’istituzione a novembre, del mese della sensibilizzazione e della prevenzione andrologica, ci permette di fare un punto della situazione e delle riflessioni sulla salute sessuale maschile, intesa non solo come funzionalità fisiologica, ma anche nei termini di benessere psico-fisiologico-sessuale.

Grazie alla Società Italiana di Andrologia (SIA) è stata condotta un’indagine, su una popolazione di 500 persone tra i 18 e i 35 anni con i loro partner, rispetto ai cambiamenti delle abitudini sessuali dei giovani dopo la pandemia.

Il periodo storico che abbiamo recentemente attraversato, con l’incremento forzato dell’interazione tecnologica, ha condizionato significativamente il nostro modo di relazionarci e di interagire gli uni con gli altri, con ripercussioni sulle nostre abitudini e sul nostro funzionamento sociale. Se da un lato ha velocizzato e permesso lo scambio di informazioni tra le persone, dall’altro ha impoverito la qualità comunicativa delle relazioni, dalle sue componenti affettive ed emotive. Purtroppo anche la dimensione sessuale è stata travolta da questo processo di impoverimento.

Palmieri, presidente SIA e professore di Urologia alla Università Federico II di Napoli, riporta come la sessualità nei giovani sia sempre più sganciata dalla componente relazionale e riproduttiva, creando insoddisfazione nei rapporti reali. Dall’indagine condotta è emersa la presenza di “assenza di soddisfazione relazionale” nel 50% del campione e un uso esclusivo della sessualità virtuale per un ragazzo su tre.

La sana sessualità è un’esperienza meravigliosa e complessa dove le persone si impegnano per stare bene e dare e sentire reciprocamente piacere, in un clima di rispetto reciproco.

La sessualità è una forma di comunicazione che non può essere sganciata dalla componente emotiva, che emerge anche nella relazione e che ne condiziona i livelli di soddisfazione e appagamento.

Stare dietro a uno schermo condiziona il modo di interagire con l’altro. Ad esempio, si evidenzia solo ciò che si è interessati a mostrare; si tende a nascondere ciò che non piace, i nostri limiti e le insicurezze; si può interrompere la connessione quando l’esperienza crea disagio o insoddisfazione; si rischia di fare richieste che tengono poco conto dell’impatto che possono avere sull’altro… Tutto questo non aiuta né a vincere le proprie vulnerabilità e sensazioni di inadeguatezza, che il fatto di “mettersi a nudo” può evidenziare, né a migliorare la relazione con l’altro e le normali complessità dell’incontro che due realtà diverse possono elicitare.

Una buona e soddisfacente sessualità parte dalla consapevolezza di sé e del proprio funzionamento e dalla disponibilità di accogliere e interagire con il funzionamento del partner nella sua individualità. Tutto questo è un processo di crescita, individuale e progressivo.

La relazione virtuale standardizza il modo di interagire sessualmente: lo velocizza impoverendolo drasticamente. Inoltre, il facile e rapido accesso alle informazioni nel web sul sesso, spesso rinforza stereotipi e convinzioni irrealistiche sulla sessualità, condizionandola negativamente. Si perde, quindi, l’opportunità di comunicare, confrontarsi e crescere nell’interazione interpersonale. È, infatti, attraverso la relazione con l’altro si impara l’autoregolazione, la gestione emotiva e si comprendono e gestiscono funzionalmente proprie dinamiche interne ed esterne.

Un ruolo rilevante è dato anche dalle aspettative che si immettono nella sessualità. L’abuso nella fruizione della pornografia fa emergere molte aspettative irrealistiche che trovano scarsa o assente realizzazione nella vita vera, dove le persone rischiano, basandosi su di queste, di essere insoddisfatte e demotivarsi ad affrontare la fatica di stare insieme nelle interazioni reali. L’eccesso di pornografia, come rappresentazione di modi e funzionamenti costruiti e non realistici, condiziona anche il nostro funzionamento eccitatorio nella vita reale, in quanto abitua il cervello a non funzionare realisticamente e ad aspettarsi dall’ambiente ciò che non è possibile possa trovare. Da qui, talvolta, l’origine delle disfunzioni sessuali come i disturbi erettivi e l’eiaculazione precoce.

L’avvento dei social e il conseguente aumento delle relazioni virtuali a spese di quelle reali, limita le nostre opportunità di crescita e l’alfabetizzazione emotiva. Cerchiamo di non perdere l’opportunità di stare in relazione e di avere una vita più appagante. Allo stesso modo, aumentiamo la consapevolezza dell’importanza di agire sulla propria salute sessuale attraverso informazioni che possiamo reperire correttamente incontrando professionisti del settore, che possono aiutare anche a superare le normali insicurezze legate alla sfera dell’intimità.


Novembre 2023



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